223. E come al solito farò finta di niente

E non arriva neanche l’ estate, ma solo una pseudo stagione che porta il suo nome e che in totale onestà, io preferisco.
Giungerà  il caldo insieme ad un’ altra carrellata di malumori e come al solito farò finta di niente.

VAFFANGIUGNO.
Vaffangiugno davvero.

Settembre, aiutami tu anche a questo giro.

Intanto, di seguito.
Musica e parole: NoBraino (vuol dire stupido)
Malumore: MeMedesima (stupida quasi quanto sopra)
Riferimenti: PuramenteCasuali (a buon intenditor..)

Berenice andava uccisa per il suo modo di fare, da sempre un indecisa che può fare molto male, quindi ammetto son colpevole ma per autodifesa, dieci coltellate, per due le ho chiesto scusa, io pensavo che lei fosse il treno da cercare, rideva pensava io volessi scherzare ma l’unico modo per fare è fare sul serio ed ora ricordo che piansi, per lei piansi sul serio.

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222. Two is megl che One

Interrotta la  “Nonsense Movida“, con provvedimenti che mi lasciano del tutto indifferente, non essendo io grande estimatrice del nightclubbin’ .
In compenso ho deciso di prender parte ad uno dei grandi eventi dell’ estate fiorentina, giunto però prematuramente al termine, causa improvviso decesso di una donna per cause ignote.
Per quanto il rientro verso la voiture con vista cadavere non sia stato affatto gradevole, io preferisco lasciar traccia visiva catturata tramite àifon altrui, di quella che è stata la nostra personalissima inaugurazione,  privi di cappello di paglia.

Two is megl che one. Trallallerò trallallà.

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221. Dall’ alto di un terzo piano condominiale mi sono goduta il passaggio di una vera e propria celebrità

[Incipit]
Gelato al Fior di Latte, che sa di sabato pomeriggio ai giardinetti pubblici e ginocchia sbucciate, quando tutto, ma proprio tutto, si risolveva tuffandosi tra le braccia del nonno, ancora di salvezza e soluzione di ogni male.

[10 hours ago]
Continuo a detestare la domenica, nonostante l’ assenza delle tre ore di lettere il lunedì mattina, nelle quali la discutibile docente si sentiva in diritto di sputare  sentenze inerenti alla mia scarsa attitudine allo studio, arricchite da spasmi vocali atti a denigrare la mia propensione alla scrittura.
Con due frasi infiorettate TU non concluderai mai niente,  sosteneva. E magari aveva pure ragione.
Una decina d’ anni dopo continuo a pensarci un giorno si, e l’ altro pure.

[26  hours ago]
Dall’ alto di un terzo piano condominiale mi sono goduta  il passaggio di una vera e propria celebrità, mentre al cielo si alzavano preghiere e intercessioni per tutti coloro che offendono o sproloquiano contro la Santa Vergine.  Adesso non si chiede più il perdono per i Peccatori (termine generico), ma per solo i Bestemmiatori, il vero e proprio male dell’ era moderna.
Di coloro che di venerar la cappella si occupano, ma in senso lato, perforando gli infanti  carnalmente per vie anali,  utilizzando un’ abito talare come  armatura e un esercito ecclesiastico come protettore non si dice nulla, però.
Questa e altre pantomime che un tempo mi lasciavano indifferente, adesso sono causa di rabbia e sconcerto.
Vedere ancora così tanti idioti idolatrare esseri immaginari i cui spostamenti da una location all’ atra implicano ingenti uscite economiche che potrebbero essere fnalizzate a scopi ben più che concreti mi fa giungere ad una sola conclusione: siamo un paese di stolti che si meritano in tutto e per tutto il contesto economico-sociale in cui si trovano.

[xxx hours ago in riferimento ad uno stordimento iniziato xxx hours ago e protrattosi fino a xxx hours ago]

“Non vi hanno mai insegnato che non si accettano le caramelle dagli sconosciuti?”
“Non erano caramelle, era sangria!”

P.S. Questo mi pare un ascolto assolutamente doveroso. La delicatezza del video poi, è stratosferica.

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220. Quegli occhi mi fanno ancora male

Quando vomiti parole incredibilmente tristi, e riesci a comprenderlo solo leggendo lo sguardo di chi hai davanti.
Quegli occhi mi fanno ancora male.
Mi fanno male come poco più di un anno fa, quando ho parlato di quello che stava per cambiare. Mi hanno fatto male quella volta in cui  riparata dai miei Ray-Ban ho realizzato che quella manciata di chilometri ci avrebbe spezzato le ossa. Mi hanno fatto male ancora, dall’ alto dei suoi toni incoraggianti che come sempre puntano ad indirizzarmi verso il mio benessere, verso la mia fantomatica felicità, quasi come se lui ne sapesse l’ esatta collocazione.
Dice di andare e spaccare tutto, che comunque, per Me, ci sarà.
Poi sono le quattro e mezzo del mattino,  la melatonina non fa effetto, e io mi rendo conto di non avergli parlato di un sacco di cose.

|Uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore|

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219. Prenderei il primo volo di sola andata per la capitale scozzese, e tanti saluti alla curva

Di quando l’ emicrania ti assale, e altre storie di reltiva importanza.

Delle sonore risate allo scoccar della mezzanotte, che B.B. quando vuole è una beRva, e poi pure un po’ diavolessa, anche se prova ad andare a letto presto, e ci va da sola (riportando testuali parole).

Di me che sono una campanilista, si, ma di ‘stocazzo.
Che mollerei il capoluogo toscano per “La vecchia signora dai fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli”.  Che potrei anche salire ulteriormente verso certe città lombarde, ma che in caso di scelta effettiva, senza sforzi e senza indugi, prenderei il primo volo di sola andata per la capitale scozzese, e tanti saluti alla curva.
Non c’è nient’ altro che io abbia mai preso seriamente in considerazione.
Seriamente. In. Considerazione.

Della telefonata di ieri sera satura di ingaggi (più o meno gradevoli)  che mi ha riportata alla realtà.
Dello spasmodico bisogno di sostanze alcoliche che si impossesserà di me, al termine dell’ odierna full immersion mistico-fotografica.
Di questo stato d’ animo che prima o poi giungerà al termine, lasciando il posto ad altro.
Di Loretta Lux, che tre anni dopo, dal nulla,  torna a farmi sorridere.

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218. Un uomo che se piove corre a prendere la macchina, facendoti aspettare al riparo di una tettoia.

Ricollegandomi a quanto scrivevo qua:

Forse ho trovato la mia nuova sveglia.
Forse, dico.
Sono ancora indecisa se utilizzare questa versione già testata, o quella di Edith Piaf .
Mi avvalgo della facoltà di pensarci ancora un po’ su.

In questi giorni, poi,  ho avuto a che fare con un uomo di una galanteria stupefacente.
Un uomo che passa a prenderti a casa, perchè con l’ autobus ci metti troppo, e non ha senso, visto che lui ha la macchina.
Un uomo che nonostante la sua valigia, prende pure la tua.
Un uomo che non ti fa mettere i soldi per la benzina, e fa storie pure per farti contribuire al casello autostradale.
Un uomo che al pub non ne vuol sapere di farti pagare.
Un uomo che se piove corre a prendere la macchina, facendoti aspettare al riparo di una tettoia.
Un uomo che si sofferma per darti la precedenza prima di entrare da qualche parte.
Un uomo in grado di incantare qualunque essere di sesso femminile dotato di un briciolo di sale in zucca.
Un uomo che ho visto crescere. E che è mio cugino.

Meglio di niente, direi.

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217. I titoli che scelgo per i miei aggiornamenti sono quasi sempre meglio dell’ aggiornamento stesso

Stavo valutando che i titoli che scelgo per i miei aggiornamenti sono quasi sempre meglio dell’ aggiornamento stesso. Creano aspettative.

Angoscia notturna: andare incontro ad una giornata lavorativa (camuffata da invito ad una cerimonia) di bianco vestita, con il mestruo che simpaticamente gioca d’ anticipo e  il preannunciato temporale che già si riversa oltre la mia finestra.

L’ intenzione era quella di dormire tre scarne ore, poi il letto ha iniziato a tremare, il lampadario pure, le mie collane colorate di perle in pura plastica vergine anche.

Si, ho avvertito una lieve scossa di terremoto.
Si, adesso sono un po’ scossa anch’io.
Si, qualcuno dei miei cosiddetti ‘amici’  l’ ha già scritto su Facebook.

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